Down with the ship

an upcoming performance in collaboration with Broken Jump

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SINOSSI

Down With the Ship sarà una performance solista nella quale utilizzerò tecniche di teatro fisico e canto per esprimere una narrativa pre-apocalittica. Avrò l’accompagnamento di un batterista.

Decostruirò, canterò e ricontestualizzerò vari testi e brani, da Nietzsche a Melville, da Dante alla musica gregoriana, ai volantini lanciati su Hiroshima prima che venisse bombardata, fino alla musica folklorica delle mie stesse origini. È un viaggio psicologico che unisce la paura e conflitti dramattici di un personaggio fttizio agli aspetti più personali e vulnerabili del mio percorso di guarigione come ex alcolista; una performance sulla forza di volontà umana, sulla capacità di trasformarsi, di essere allo stesso tempo scultore e materia da scolpire.

LO Spettacolo

Si inizia così: una persona si sveglia nello spazio performativo, circondata da volantini di evacuazione.

Il protagonista scopre che di lì a breve la città sarà bombardata, annientata, ma lui non evacua.

Rimane in questo spazio dei sogni, delle narrazioni e della storia come il capitano di una grande nave che sta affondando.

La distruzione imminente non spazzerà via solo la città, ma creerà le ceneri necessarie — comprese quelle del proprio corpo — per una rinascita.

Compiendo un’auto-immolazione di protesta contro la fine del mondo, il protagonista costruisce una pira con i resti della civiltà occidentale.

Il copione prevede l’ultilizzo di diversi linguaggi: italiano, inglese, latino e tedesco.

Questa scelta riduce l’importanza relativa del senso linguistico delle parole mettendo maggiormente in evidenza il loro senso poetico-sonoro, fisico-espressivo, e etno-culturale.

Lo spettacolo sarà multi-linguistico anche nel senso dei linguaggi performativi: canti, danza, poesia, burattini, maschera, mimo, e manipolazione di oggetti.

IL Sottotesto

Mentre il personaggio di questa performance lotta per affrontare il tempo che gli rimane, un sottotesto attraversa l’intera storia: il viaggio personale e psicologico dell’autore e interprete—il percorso di guarigione e rinascita dall’alcolismo e dalla dipendenza.

Le fasi di questo processo reale coincidono e si contrappongono al cammino del personaggio fittizio, creando una tensione drammatica che cresce fino a un culmine di redenzione. All’inizio, il sottotesto rivela un personaggio che ha consapevolezza del pericolo ma gli manca la lucidità per agire. Questa incapactià si trasforma in rigido rifiuto contro ogni possibilità di introspezione—una disposizione tragica che conduce inevitabilmente al crollo e alla crisi: l’insostenibilità dell’autodistruzione che genera un ultimatum—guarire o morire.

L’unica via possibile è la resa. Contro ogni logica, la resa non porta alla punizione, ma al perdono. Da qui inizia il lento e deliberato processo di guarigione: rivitalizzare la volontà, riforgiare i gesti quotidiani, fino a raggiungere il silenzioso eroismo della sobrietà.

Una vittoria senza clamore né trionfo, una trasformazione spirituale che conduce alla gratitudine e alla meraviglia. È il successo dello sconfitto contro un nemico invincibile, l’assurdità divina degli eserciti del cielo che muovono guerra alla natura pur di redimere una sola anima smarrita.

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